FITOTERAPIA, FARMACOLOGIA, PATOLOGIA GENERALE E FARMACOLOGIA

RODIOLA: BENEFICI, PROPRIETA’ E CONTROINDICAZIONI

rodiola

La rodiola (Rhodiola rosea) è una piccola pianta alta fino a 70 cm, appartenente alla famiglia delle Crassulaceae ed originaria delle regioni montuose dell’Asia (Siberia) e dell’Europa.

 

La rodiola è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà toniche e rinvigorenti; perfino il medico greco Dioscoride nel 77 d.C. ha parlato dei benefici della rodiola nel suo trattato di medicina, raccogliendo le esperienze tramandate nei secoli di storia.

rodiola

I PRINICIPI ATTIVI DELLA RODIOLA

La parte utilizzata in fitoterapia è costituita dal rizoma e dalle radici essiccati.

Nella rodiola rosea sono presenti oltre 140 composti, tra cui:

         Alcoli monoterpenici e i loro glicosidi

         Glicosidi cianogenici

         Glicosidi arilici

         Flavonoidi

         Flavonolignani

         Proantocianidine

         Derivati dell’acido gallico

Il salidroside, conosciuto anche come rodioloside o rodosina, è tra i composti fenolici più importanti presenti nella rodiola. Dal punto di vista farmacologico il salidroside è un glucoside del tirosolo ed è dotato di spiccate proprietà ansiolitiche e antidepressive.
In genere nella rodiola rosea le concentrazioni di salidroside variano tra lo 0,1 e l’1%.

Le rosavine (rosavina, rosina, rosarina) sono glicosidi dell’alcol cinnamilico e rappresentano altri importanti composti attivi presenti nella pianta.  Anche le rosavine mostrano proprietà adattogene ed antidepressive e in media sono contenute ad una concentrazione del 3%.

 

 

Un altro importante principio attivo contenuto nella rodiola è il para-tirosolo (0,03-0,2%), un composto fenolico dotato di proprietà antiossidanti.

QUALE E’ IL METODO DI ESTRAZIONE MIGLIORE?

Dal punto di vista erboristico si raccomanda una doppia estrazione, rispettivamente con alcol al 70% e al 40%. In particolare l’etanolo al 70% garantisce una maggiore quantità estratta di rosavine (rosavina, rosina, rosarina) dalle radici e dai rizomi; invece l’etanolo al 40% favorisce l’estrazione del salidroside, il principale glicoside fenolico contenuto nella rodiola.

Un altro metodo interessante per migliorare l’estrazione delle rosavine è quello di utilizzare il metodo a CO2 supercritica e l’acqua a temperatura di 80°C per 5 ore. 

 

RODIOLA ROSEA: PROPRIETA’ E BENEFICI

 

Numerosi studi clinici e una revisione sistemica hanno confermato che la rodiola agisce aumentando la resistenza alla fatica, allo stress e alla stanchezza.

Le proprietà della rodiola dipendono dalla capacità della pianta di normalizzare il rilascio degli ormoni dello stress (es. cortisolo) e di favorire il metabolismo energetico attraverso l’attivazione della sintesi di energia (ATP) a livello dei mitocondri.

 

La rodiola è quindi utile in caso di:

          Stanchezza

          Perdita di concentrazione e di memoria

          Stress psicofisico

          Ansia

          Depressione

 

L’estratto di rodiola, alla dose di 400 mg/die, è particolarmente indicato per il trattamento della sindrome da Burn-out con riduzione dei sintomi psichici (es. depressione, cinismo, ansia) ed il miglioramento della concentrazione, della vitalità sessuale e dello stomaco irritabile.

Questa pianta medicinale trova inoltre applicazione come importante rimedio antinfiammatorio e protettivo del sistema cardiovascolare poiché svolge azione immunomodulante riducendo la liberazione di molti mediatori dell’infiammazione (es. TNFα, IL-6, IL-1β, NO, COX-2).

Recentemente è stato dimostrato che il fitocomplesso della rodiola rosea è dotato di azione neuroprotettiva ed antiossidante; la rodiola può quindi trovare applicazione come trattamento di supporto per le patologie neurodegenerative (es. morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, sclerosi multipla, ecc.), alleviando gli effetti dell’invecchiamento neuronale. In particolare uno studio clinico ha dimostrato che nel fitocomplesso della rodiola sono presenti dei glicosidi flavonici (gossipetina-7- O-l-rhamnopyranoside e rodioflavonoside) capaci di inibire l’enzima acetilcolinesterasi e quindi essere potenzialmente utili nel morbo di Alzheimer.

L’azione antidepressiva della rodiola, sebbene inferiore rispetto ad alcuni antidepressivi (es. sertralina) è documentata da alcuni studi clinici. In particolare l’assunzione di 340 mg di estratto standardizzato di rodiola (3,07% in rosavina e 1,95% in rodioloside) per 12 settimane mostra una lieve attività antidepressiva in soggetti affetti da disturbo depressivo maggiore. Secondo questi risultati la rodiola potrebbe essere utilizzata con successo per il trattamento della depressione da lieve a moderata. L’azione antidepressiva della rodiola può dipendere dalla capacità del suo fitocomplesso nell’inibire le mono amino ossidasi (MAO), ovvero gli enzimi responsabili della degradazione dei neurotrasmettitori coinvolti nella genesi della depressione.

 

Alcuni ricercatori suggeriscono che l’estratto di rodiola può dare benefici ai pazienti affetti da ipotiroidismo a breve termine che richiedono la sospensione dei trattamenti farmacologici. La rodiola infatti può favorire l’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide senza indurre ipertiroidismo; tuttavia sono necessari ulteriori studi clinici per convalidarne la sua efficacia.

RODIOLA: MENOPAUSA

 

Uno studio clinico randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo ha dimostrato che la combinazione dell’estratto di cimicifuga (Actaea racemosa) e dell’estratto di rodiola (Rhodiola rosea) svolge un ruolo sinergico e riduce in modo più marcato i sintomi clinici della menopausa.

RODIOLA: CONTROINDICAZIONI

La rodiola è una droga sicura alle dosi giornaliere raccomandate (360-614 mg di estratto standardizzato all’1% in rosavina). Tuttavia in caso di sovradosaggio possono verificarsi fenomeni di insonnia, irritabilità, sovraeccitazione e nervosismo. La rodiola è controindicata in caso di sindromi maniaco-depressive in quanto potrebbe indurre stati di eccitabilità. È inoltre controindicata durante terapie farmacologiche a base di farmaci diuretici, ansiolitici, antidepressivi o per il trattamento dell’ipotiroidismo. 

 

RODIOLA: QUALE INTEGRATORE SCEGLIERE?

PER QUANTO TEMPO ASSUMERLA?

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Esistono numerosi integratori a base di rodiola e bisogna analizzarne attentamente la composizione prima di lanciarsi a capofitto nel loro acquisto poiché alcuni di essi contengono concentrazioni esigue di rodiola.

In genere si consiglia l’assunzione di 100-300 mg (due volte al giorno) di estratto secco titolato al 3% in rosavina e all’1% in salidroside per un periodo massimo di 3 mesi, salvo diversa prescrizione medica.

 

In alternativa si possono assumere 30-50 gocce di tintura madre (2 volte al giorno) per un periodo massimo di 3 mesi, salvo diversa prescrizione medica.

 

Dott. Michele Moggio

Dott. Michele Moggio

Laurea Specialistica in Farmacia
Master in Naturopatia e Terapie Complementari

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