PATOLOGIA GENERALE E FARMACOLOGIA

REFLUSSO GASTROESOFAGEO – Sintomi, cause ed evoluzione

Reflusso gastroesofageo

– Che cosa è il reflusso? 

– Quali sono i sintomi del reflusso? 

– Come si evolve il reflusso?

– Come si esegue la diagnosi?

 

 

Troverai le risposte a queste domande in questo articolo dedicato al reflusso gastroesofageo, una condizione patologica che colpisce oltre il 40% di tutta popolazione (picco di incidenza tra i 30 e i 45 anni) e che se non tempestivamente curata può evolvere in malattia da reflusso gastroesofageo.

 

 

 

 

reflusso gastroesofageo

CHE COSA E’ IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO?

Se ti stai chiedendo “che cosa è il reflusso gastroesofageo”, sappi che non sei il solo. Circa 15 milioni di italiani soffrono di reflusso gastroesofageo e, nella maggior parte dei casi, questa condizione patologica viene sottovalutata o addirittura non trattata.

Il reflusso gastroesofageo è una risalita verso l’esofago del contenuto presente nello stomaco.
Entro certi limiti, questo fenomeno può essere considerato del tutto normale, poiché piccoli episodi di reflusso si riscontrano frequentemente dopo i pasti principali.

Tuttavia, quando la frequenza degli episodi di reflusso aumenta nell’arco delle 24 ore, iniziano a comparire dei sintomi invalidanti più o meno marcati.

REFLUSSO GASTROESOFAGEO – SINTOMI

I sintomi del reflusso gastroesofageo si possono suddividere in relazione
alla gravità della malattia.

E quindi avremo sintomi lievi, tipicamente gastroesofagei:

– Pirosi (sensazione di bruciore quasi sempre presente)

– Nausea

– Eruttazioni

– Rigurgito (90% dei casi)

– Lieve dolore epigastrico (circa il 20% dei casi)

– Digestione lenta

– Meteorismo

 

E sintomi più gravi:

– Erosioni singole o multiple della mucosa gastroesofagea che identificano anche gli stadi della malattia (Fig. 1).

reflusso gastroesofageo

In questo caso non si parla più di reflusso gastroesofageo ma di malattia da reflusso gastroesofageo poiché si iniziano a riscontrare delle alterazioni anatomico-strutturali importanti delle mucose.

 

Esistono poi tutta una serie di sintomi extraesofagei:

– Tosse notturna

– Infiammazioni del cavo orale (es. faringiti, laringiti, gengiviti)

– Asma

– Tosse cronica

– Dolori pseudoanginosi

 

Anche in questo caso, i sintomi extraesofagei dipendono dalla gravità del reflusso. L’infiammazione che inizialmente era confinata all’esofago, si estende progressivamente verso all’albero bronchiale fino poi raggiungere la mucosa orale. 

 

REFLUSSO GASTROESOFAGEO – EVOLUZIONE

In circa il 10% dei pazienti affetti da reflusso si riscontra dopo il referto endoscopico, l’esofago di Barret.

L’esofago di Barret consiste nella trasformazione della normale mucosa esofagea con un epitelio colonnare metaplasico. Questa trasformazione deriva dalla continua erosione causata dal contenuto acido dello stomaco sulla parete dell’esofago.

 

L’esofago di Barrett è considerato una lesione precancerosa e se non tempestivamente trattata questa displasia può evolvere, anche rapidamente, in un adenocarcinoma esofageo, ovvero un tumore.

L’evoluzione del reflusso gastroesofageo dipende sempre dalla gravità della malattia e dalla tempestività con cui si iniziano i primi trattamenti.

 

REFLUSSO GASTROESOFAGEO – DIAGNOSI

La diagnosi del reflusso gastroesofageo può essere fatta con l’utilizzo di tecniche differenti:

L’esofagogastroduodeonoscopia rappresenta sicuramente un esame diagnostico molto importante, specie se in presenza di sintomi gravi. Questa indagine permette di diagnosticare il tipo e il grado delle complicanze (es. presenza di ulcere, ernia iatale, ecc.). Tuttavia voglio ricordare che in circa il 60% dei casi non si riscontrano anomalie strutturali della mucosa esofagea e quindi l’indagine risulta poco sensibile.

Sebbene si consigli l’endoscopia solo in presenza di forti sintomi (es. calo ponderale, disfagia, anemia, emorragia gastro-esofagea), soprattutto in individui di età superiore ai 50 anni, il mio consiglio è comunque quello di non sottovalutare troppo l’importanza di questa indagine. 

 

Ci sono poi tutta una serie di altri possibili esami (es. indagine scintigrafica, manometria esofagea, test all’impedenza, pHmetria esofagea). Per esempio la pHmetria esofagea è un esame con una buona sensibilità e specificità, che consiste nell’analisi del pH esofageo durante le 24 ore utilizzando un catetere..

 

moggio michele 2

DOTT. MICHELE MOGGIO

Laurea Specialistica in Farmacia
Master in Naturopatia e Terapie Complementari

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