FITOTERAPIA

GANODERMA LUCIDUM: GLI EFFETTI POSITIVI E NEGATIVI DI QUESTO FUNGO MEDICINALE

GANODERMA LUCIDUM

Il Ganoderma lucidum (Ling zhi o Reishi) è un fungo saprofita che cresce spontaneo sul tronco degli alberi di quercia, di castagno oppure di olivo.

Dal punto di vista farmacologico, si ritiene che i più importanti costituenti chimici siano situati nelle spore, nel corpo del fungo e nel micelio. Il Ganoderma contiene principalmente composti triterpenici (es. acidi ganoderici, lucialdeidi A-C), polisaccaridi (beta-glucano), proteine (Lz-8, ecc.), mannitolo ed in misura minore alcaloidi.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che questo fungo è dotato di spiccate proprietà potenzialmente utili in campo medico. In particolare i triterpeni sono attivi in vitro contro alcune linee di tumori (es. cellule di carcinoma epatico, di adenocarcinoma acinare della prostata, di adenocarcinoma polmonare, ecc.) e possono essere utili come antipertensivi, anti antistaminici, epatoprotettivi, antivirali (es. HIV), ipocolesterolemizzanti e anti piastrinici. I polisaccaridi si sono invece dimostrati efficaci in vitro come immunomodulanti, neuroprotettivi, antitumorali e per favorire la protezione cellulare dai radicali liberi.

PROPRIETA’ ANTITUMORALE

GANODERMA LUCIDUM

L’attività antitumorale del Ganoderma è documentata fin dal 1989 quando è stata identificata e clonata una piccola proteina nel fitocomplesso, la Lingzhi-8 (Lz-8), dotata di azione immunomodulante ed antitumorale in vitro nei confronti di alcune linee cellulari di carcinoma gastrico e polmonare. Il meccanismo d’azione della Lz-8 è ad oggi ancora in parte sconosciuto; secondo alcuni studi clinici sembra che la Lz-8 induca apoptosi per stress del reticolo endoplasmatico. È stato dimostrato che la proteina ricombina Lz-8 (rLz-8) inibisce la proliferazione delle cellule di carcinoma polmonare per arresto della crescita in fase G1 del ciclo cellulare con stimolazione dell’espressione di p53 e p21. Inoltre la rLz-8 è capace di indurre apoptosi inibendo l’espressione del recettore del fattore di crescita dell’epidermide (EGFr).

ACIDO GANODERICO

È stato scoperto che l’acido ganoderico inibisce la proliferazione cellulare, provocandone l’arresto in fase G1, e inducendo apoptosi delle cellule di cancro al seno e di carcinoma della cervice uterina.

L’acido ganoderico svolge un ruolo citotossico nei confronti delle cellule di carcinoma prostatico in stadio avanzato sia androgeno dipendenti che indipendenti. In particolare questa sostanza inibisce l’attività della 5-α-reduttasi e blocca in modo competitivo i recettori degli androgeni, inibendo il legame con il diidrotestosterone (DHT).

Nel melanoma metastatico l’acido ganoderico induce apoptosi cellulare e promuove la risposta immunitaria migliorando l’infiltrazione delle cellule T nella massa tumorale.

Nel cancro al seno questa sostanza limita la proliferazione cellulare e la formazione di metastasi, inducendo frammentazione del DNA ed inibendo l’enzima umano poli (ADP-ribosio) polimerasi (PARP). Oltre al blocco del ciclo cellulare in fase G1, l’acido ganoderico riduce i livelli circolanti di CDK2, CDK6, ciclina D1, p-Rb e c-Myc. 

ALTRI COMPOSTI TRITERPENICI ANTITUMORALI DEL GANODERMA LUCIDUM

L’acido ganoderenico, un altro triterpene identificato nel fitocomplesso, mostra attività citotossica contro cellule del carcinoma al colon, al fegato e alla cervice uterina. Invece il ganodermanontriolo (GDNT), un alcol triterpenico, ha inibito la proliferazione delle cellule del tumore al seno sopprimendo l’espressione della proteina regolatrice del ciclo cellulare CDC20. Il GDNT sembra inoltre efficace in vitro nell’inibire la proliferazione delle cellule di cancro al colon. Infine l’etil lucidenato A, un triterpenoide di recente scoperta, si è dimostrato efficace nel sopprimere la proliferazione delle cellule di leucemia promielocitica e del linfoma di Burkitt; inoltre sembra capace di aumentare l’accumulo intracellulare di vincristina (un farmaco antitumorale) inibendo la glicoproteina P. L’efficacia clinica di altri medicinali antitumorali è potenziata dal Ganoderma lucidum. In particolare alcuni studi hanno dimostrato che l’estratto acquoso favorisce l’attività del cisplatino, della 5-fluorouracile e del placitaxel. Inoltre sembra ridurre la tossicità della ciclofosfamide e della doxorubicina.

 

I POLISACCARDI E LE LORO PROPRIETA’ ANTITUMORALI

I polisaccaridi del Ganoderma mostrano azione antitumorale ed immunomodulante in vitro su varie linee cellulari (es. melanona, cancro al fegato, leucemiche, cancro al colon). In particolare queste sostanze sembrano aumentare la sintesi di interleuchina 2 (IL-2), di tumor necrosis factor-alfa (TNF-α) e di interferone-µ, favorendo l’attività citotossica delle cellule natural killer e delle cellule T. Inoltre inducono apoptosi delle cellule di carcinoma al colon-retto per attivazione della caspasi 3 e 9, per modifica del potenziale di membrana mitocondriale e per attivazione della proteina chinasi attivata da mitogeni (MAPK).

STUDI CLINICI ONCOLOGICI

Dal punto di vista della pratica clinica, ad oggi gli studi sul Ganoderma lucidum sono ancora troppo limitati e superficiali. Nel 2003 è stato condotto uno studio della durata di 12 settimane su 34 pazienti oncologici in stadio avanzato; è stato dimostrato che l’assunzione di 1800 mg di un estratto di Ganoderma titolato in polisaccaridi può favorire la risposta immunitaria con aumento del numero delle cellule CD3+. Inoltre la qualità della vita è migliorata in circa il 65% dei pazienti con cancro al polmone a seguito di utilizzo dell’estratto di Ganoderma lucidum.

GANODERMA LUCIDUM

Nel 2010 è stato pubblicato uno studio condotto su 123 pazienti affetti da adenomi colon-rettali per valutare le proprietà di chemioprevenzione di un estratto di Ganoderma lucidum. I pazienti hanno assunto 1,5 g/die di estratto per 12 mesi. Dopo questo periodo il gruppo di controllo ha mostrato un aumento della grandezza degli adenomi colon-rettali mentre il gruppo trattato con l’estratto, ha ottenuto una riduzione statisticamente significativa degli stessi. 

Uno studio clinico condotto su 122 pazienti ha dimostrato che l’assunzione per 30 giorni di capsule a base di estratto di Ganoderma (0,4 g per 3 volte al giorno) migliora l’efficacia della radioterapia per il trattamento del cancro all’esofago e ne diminuisce gli effetti collaterali.

Altri studi clinici hanno evidenziato che l’azione della radioterapia era migliore nei pazienti sottoposti a terapia combinata con estratto di Ganoderma.

Sebbene siano necessari ulteriori studi clinici di grandi dimensioni, randomizzati e controllati con placebo, sembra probabile che il Ganoderma lucidum possa fornire dei benefici per i pazienti oncologici. In particolare potrebbe favorire l’attività della radioterapia e di alcuni farmaci antitumorali (es. vincristina, 5-fluorouracile, cisplatino, placitaxel, docetaxel) e prevenirne i loro effetti collaterali.

Un interessante articolo pubblicato sul THE CANADIAN JOURNAL OF CLINICAL PHARMACOLOGY, riporta che l’efficacia del Ganoderma sui tumori deve essere ulteriormente analizzata poiché sia il tipo di estrazione che la parte del fungo impiegata nella preparazione, determinano effetti differenti sulle cellule.

Per esempio l’estratto ottenuto con il corpo del fungo promuove l’attività del sistema immunitario mentre il prodotto ottenuto dalle spore determina effetti immunosoppressivi. Inoltre l’aggiunta di ioni calcio nelle colture cellulari di Ganoderma lucidum incrementa notevolmente la produzione di acidi ganoderici.

PROPRIETA’ DI NEUROPROTEZIONE, UNA PARTITA ANCORA APERTA….

GANODERMA LUCIDUM

I polisaccaridi isolati dal Ganoderma possono promuovere in vitro la funzione cognitiva e potrebbero rivelarsi particolarmente utili nella malattia di Alzheimer. In uno studio clinico condotto su modello murino, è stato dimostrato che i polisaccaridi del Ganoderma inducono la proliferazione e l’autorinnovamento delle cellule del sistema nervoso, migliorando i processi di cognizione nei topi AD transgenici. Secondo quanto scoperto si ritiene che questi composti riescano a potenziare l’attivazione del recettore per il fattore di crescita dei fibroblasti di tipo 1 (FGFR1), la chinasi regolata dai segnali extracellulari (ERK) e l’AKT (proteina chinasi B).

I polisaccaridi del Ganoderma sono inoltre capaci di inibire l’enzima acetilcolinesterasi e svolgere un ruolo antiossidante a livello delle cellule del sistema nervoso centrale.

Sebbene gli studi in vitro e su modello animale abbiano dato risultati interessanti, nel 2018 uno studio clinico condotto su 42 pazienti affetti da Alzheimer ha dimostrato che l’assunzione giornaliera, per 6 settimane, di polvere di spore di Ganoderma lucidum non ha portato alcun beneficio né in termini di qualità della vita né di recupero della funzione cognitiva. Purtroppo i risultati di questo studio clinico non permettono di trarre conclusioni affrettate poiché i pazienti in esame erano pochi.

Ad oggi è in corso una revisione sistemica e meta-analisi per valutare l’efficacia e la sicurezza del Ganoderma lucidum per il trattamento delle malattie neurodegenerative ed in particolare per l’Alzheimer.

AZIONE ANTIMICROBICA

GANODERMA LUCIDUM

L’azione antimicrobica del Ganoderma lucidum è data principalmente dalla presenza dei polisaccaridi. Queste sostanze si sono rivelate particolarmente efficaci per contrastare le infezioni mediate sia da batteri gram + che da batteri gram – (es. Bacillus cereus, Enterobacter aerogenes, Staphylococcus aureus, Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa). Il metodo estrattivo influenza fortemente l’attività antimicrobica del Ganoderma. L’estratto acquoso è dotato di azione battericida contro lo Pseudomonas aeruginosa, il Proteus vulgaris e l’Enterococcus faecalis; tuttavia non risulta efficace contro la Listeria monocytogenes. Invece l’estratto metanolico ha mostrato un’alta efficacia contro lo Staphylococcus aureus e il Bacillus cereus.

Il Ganoderma potrebbe essere efficace come terapia di supporto per velocizzare i tempi di recupero dalle infezioni da Covid-19. L’azione antivirale di questo fungo si esplica principalmente grazie alla presenza dei terpenoidi; infatti queste molecole riescono ad inibire vari enzimi virali (es. neuraminidasi, proteasi, ecc.), limitando la replicazione virale. In particolare sembra che l’assunzione di Ganoderma lucidum possa migliorare sensibilmente le funzioni del sistema immunitario negli individui colpiti da Covid 19.

EFFETTI COLLATERALI

Dal punto di vista tossicologico siamo ben lontani dall’avere una visione chiara e precisa degli effetti collaterali e delle interazioni farmacologiche a seguito di utilizzo del Ganoderma lucidum. Occorre quindi prestare massima attenzione prima di iniziare qualsiasi tipo di integrazione alimentare.

La mancanza di studi tossicologici appropriati, dovrebbe limitare fortemente l’utilizzo di prodotti a base di Ganoderma; invece il marketing sempre più incisivo sta generando una forte disinformazione ed un abuso.

Al dosaggio di 1,5 g/die, tra gli effetti collaterali più comuni si segnalano: nausea, sete, sonnolenza, eruzioni cutanee, gonfiore addominale e minzione frequente. Voglio ricordare che nel corso degli anni sono stati segnalati alcuni casi di epatotossicità:

– Nel 2004 una donna di 78 anni (in cura con felodipina) è stata ricoverata per grave epatite. Questa signora, in associazione al farmaco, assumeva fette di Ganoderma da almeno un anno. Tuttavia nel mese antecedente il ricovero, tale signora ha dichiarato di aver sostituito le fette del fungo con un prodotto a base di polvere secca di Ganoderma.

– Nel 2005 è stato segnalato un altro caso di epatite fulminante associata all’utilizzo di polvere di Ganoderma

I prodotti a base di Ganoderma lucidum non devono essere utilizzati in combinazione a terapie farmacologiche a base di farmaci anticoagulanti (es. aspirina, warfarina) poiché ne ridurrebbe l’efficacia.

Se vuoi avere maggiori informazioni sull’azione antitumorale del Ganoderma lucidum, ti invitiamo a guardare il video

Dott. Michele Moggio

Laurea Specialistica in Farmacia

Master in Naturopatia e Terapie Complementari

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