FITOTERAPIA, FARMACOLOGIA, PATOLOGIA GENERALE E FARMACOLOGIA

COME CURARE LA PSORIASI

Psoriasi

Se stai cercando di capire come curare la psoriasi, sei nel posto giusto.
In questo articolo ti spiego tutte le strategie che devi sapere per la cura della psoriasi.
Ti parlerò inoltre dei farmaci biologici e del Risankizumab, un nuovo anticorpo monoclonale approvato nel 2021 per la cura della psoriasi.

psoriasi

La terapia della psoriasi si differenzia a seconda dell’entità e della vastità delle lesioni cutanee; inoltre è necessario considerare l’età e le condizioni cliniche del paziente prima di procede con un trattamento farmacologico.

 

 

COME CURARE LA PSORIASI CON I FARMACI TOPICI

farmaci per osteoporosi

In genere si utilizzano prodotti cheratolitici (es. acido salicilico 5%, urea 10-20%) per migliorare la desquamazione della pelle. Soggetti anziani affetti da patologie renali, bambini oppure ragazzi di età inferiore ai 16 anni devono prestare massima attenzione nell’utilizzo di questi preparati in quanto l’applicazione su vaste zone corporee può facilitare l’assorbimento sistemico del medicinale e provocare effetti tossici (es. salicismo).
Al posto dell’acido salicilico è possibile impiegare una specialità galenica a base di ditranolo (farmaco cheratolitico) alla concentrazione di 0,3-4% in associazione alla vaselina oppure all’ossido di zinco.


Altri prodotti per uso topico comprendono i derivati della vitamina D3 (es. calcipotriolo, tacalcitolo, calcitolo) utilizzati prevalentemente nel trattamento della psoriasi a placche oppure guttata. I derivati della vitamina D3 agiscono come inibitori della proliferazione dei linfociti T e della liberazione di citochine proinfiammatorie (es. IL-2). L’efficacia clinica massima si raggiunge dopo circa 10 settimane dall’inizio della terapia. Il calcipotriolo si può applicare una o due volte al giorno alla concentrazione di 50 mcg/g, non superando i 5 mg di calcipotriolo a settimana. L’unguento di tacalcitolo si può invece applicare una volta al giorno alla concentrazione di 4 mcg/g.
I derivati della vitamina D3 possono provocare irritazione cutanea e sensazione di bruciore.


Prodotti topici a base di cortisonici (es. betametasone, clobatosolo, idrocortisone, fluocinolone, diflucortolone, ecc.) trovano applicazione, in associazione ai preparati cheratoliti oppure ai derivati della vitamina d3, per il trattamento del viso, del cuoio capelluto, dei genitali e delle giunture articolari. La terapia topica a base di cortisonici deve essere attentamente controllata e di breve durata in quanto può provocare gravi effetti collaterali (es. ipertricosi, acne, dermatiti, atrofia dermica, alterazioni elettrolitiche per alterazione della funzione surrenalitica).


Di recente introduzione per il trattamento topico della psoriasi è l’unguento a base di tacrolimus (0,03-0,1%), un macrolide dotato di azione immunosoppressiva, che permette di ottenere risultati simili ai derivati della vitamina D3 ma con minor effetti collaterali locali. Bisogna comunque precisare che il tacrolimus può causare un aumento del rischio di tumori cutanei e di linfomi; pertanto il suo utilizzo deve essere minuziosamente controllato nel tempo. Attualmente è in sperimentazione clinica un nuovo macrolide con la sigla SDZ 281-240.


Per la psoriasi a placche è possibile impiegare una crema a base di tazarotene 0,1% (retinoide) in monoterapia oppure associato ai cortisonici oppure ai derivati della vitamina D3. Il tazarotene in alcuni casi può provocare bruciore, pelle secca ed irritazione.


Utili possono rivelarsi i bagni termali in acqua sulfurea in quanto lo zolfo rappresenta un inibitore naturale della proliferazione dei cheratinociti. Buoni risultati si sono ottenuti anche con cicli di talassoterapia sul Mar Morto.

FOTOCHEMIOTERAPIA PER LA CURA DELLA PSORIASI

La combinazione tra psoraleni (ES. metossi-psoralene e radiazioni UVA (denominata PUVA -psoralen plus ultraviolet A) sembra garantire buoni risultati in tutte le forme di psoriasi.

La fotochemioterapia si esegue generalmente 4 volte alla settimana per circa 30 giorni di terapia; gli psoraleni vanno somministrati alla dose di 0,6-0,8 mg/kg/die circa due ore prima del trattamento radiante. In caso di mancata risposta agli psoraleni, è possibile impiegare dei farmaci a base di retinoidi (acitretina, isotretionina).
I potenziali effetti collaterali dei trattamenti a lungo termine con la PUVA-terapia sono rappresentati dal rischio carcinogeno cutaneo; inoltre i retinoidi possono causare rischio teratogeno nelle donne anche dopo un anno dalla sospensione della terapia.
Attualmente sono in sperimentazione altre fototerapie (es. fotodinamica sistemica+derivati delle benzoporfirine, laser ad eccimeri (308 nm), pulsed dye laser (585 nm), terapia fotodinamica+ acido delta-aminolevulinico al 10% uso topico).

TERAPIA SISTEMICA PER LA CURA DELLA PSORIASI

Le terapie sistemiche sono riservate ai soli pazienti che presentano la malattia in forma grave. Durante l’utilizzo delle terapie sistemiche è necessario monitorare le condizioni cliniche dei pazienti.


La ciclosporina A (dose 3-5 mg/kg/die, trattamento per circa 5 mesi) può essere impiegata per il trattamento delle psoriasi che non rispondono alle terapie classiche. Il farmaco può provocare nefropatia ed ipertensione, pertanto prima di iniziare un trattamento è essenziale monitorare la funzionalità renale e cardiocircolatoria del paziente.


Il metotressato (dose 7,5-15 mg/settimana) può essere indicato soprattutto nei casi di psoriasi artropatica. Purtroppo i suoi potenziali effetti collaterali di mielodepressione e di alterazione della funzione epatica e renale, ne possono limitare l’utilizzo.


I derivati dell’acido fumarico possono migliorare la condizione di vita dei malati affetti da psoriasi a placche; tuttavia, per ottenere risultati, il trattamento deve essere continuato per almeno 2 anni. I derivati dell’acido fumarico possono provocare reazioni cutanee (es. irritazione, dolore), disturbi gastrointestinali e solo raramente nefropatia ed eosinofilia.

NUOVI TRATTAMENTI PER LA PSORIASI

A CHE PUNTO E’ LA RICERCA CLINICA….

Una nuova frontiera per il trattamento della psoriasi è rappresentata dai farmaci biologici, ovvero dagli anticorpi monoclonali (es. Adalimumab, Ustekinumab, Infliximab, Ixekizumab, Tildrakizumab, Secukinumab, Briakinumab, Guselkumab, Brodalumab, Iitolizumab), dai farmaci immunosoppressori (es. Etanercept) e dagli inibitori selettivi della fosfodiesterasi 4 (es. Apremilast).


I farmaci biologici sono impiegati quando le terapie standard non danno risultati oppure quando i pazienti presentano effetti collaterali gravi a seguito dell’utilizzo dei medicinali sistemici precedentemente elencati.


Le terapie biologiche si stanno sempre più consolidando poiché permettono di ottenere risultati ottimali con effetti collaterali ridotti a breve termine. Tuttavia un interrogativo importante è quello relativo alla sicurezza clinica a lungo termine; ad oggi non si comprendono pienamente i possibili effetti collaterali di queste terapie se protratte nel tempo. A tale proposito è necessario monitorare scrupolosamente le condizioni cliniche del malato a seguito di utilizzo dei farmaci biologici

GLI ANTICORPI MONOCLONALI PER LA CURA DELLA PSORIASI 

Nel 2021 l’AIFA ha approvato il RISANKIZUMAB, da solo o in associazione con il metotressato, come nuova cura per i malati adulti affetti da psoriasi a placche da moderata a severa.

Risankizumab è un anticorpo monoclonale, costituito da immunoglobulina G1 (IgG1), capace di legarsi all’Interleuchina 23 (IL-23) e di inibirne la sua attività pro-infiammatoria.

In 24 settimane l’utilizzo di Rasanikizumab (per via sottocutanea) ha ridotto i sintomi clinici della psoriasi in modo statisticamente significativo in pazienti affetti da artrite psorisiaca.

La dose raccomandata è di 150 mg di farmaco da somministrarsi per via sottocutanea secondo prescrizione specialistica.

 

 

Dott. Michele Moggio

Dott. Michele Moggio

Laurea Specialistica in Farmacia
Master in Naturopatia e Terapie Complementari

Bibliografia:

Immunology of Psoriasis. Michelle A. LowesMayte Suárez-Fariñas, and James G. Krueger. Annual Review of Immunology 2014 32:1227-255

Rendon, A.; Schäkel, K. Psoriasis Pathogenesis and Treatment. Int. J. Mol. Sci. 201920, 1475. https://doi.org/10.3390/ijms20061475

Brownstone ND, Hong J, Mosca M, et al. Biologic Treatments of Psoriasis: An Update for the Clinician. Biologics. 2021;15:39-51. Published 2021 Feb 16. doi:10.2147/BTT.S252578

Singh, SSingh, SThangaswamy, AThangaraju, PVarthya, SBEfficacy and safety of Risankizumab in moderate to severe psoriasis: A systematic review and meta-analysisDermatologic Therapy202134:e14487. https://doi.org/10.1111/dth.14487

Disclaimer e Note Legali:
Le informazioni contenute nel Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento.
Le informazioni contenute nel Sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.
Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.
Se si hanno dubbi o quesiti sull’uso di un medicinale o di un qualsiasi tipo di integratore è necessario consultare il proprio medico

Back to list

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.