FITOTERAPIA

AGNOCASTO PER IL TRATTAMENTO DELLA SINDROME PREMESTRUALE

agnocasto, sindrome premestruale, alterazioni dell'umore, dolore mammario

La sindrome premestruale (PMS) è un disturbo psicosomatico che colpisce circa il 40% delle donne e si verifica durante la fase luteinica del ciclo mestruale. È caratterizzata da una amplia varietà di sintomi con ripercussioni sia fisiche che psichiche: ritenzione idrica, gonfiore al seno, stipsi, ansia, crisi depressive, alterazione del sonno (insonnia o ipersonnia), cefalea, irritabilità, attacchi di fame, acne e dolori muscolari.

Dal punto di vista farmacologico, la PMS viene trattata con l’utilizzo di antidepressivi (ISRS: sertralina, paroxetina, fluoxetina, citalopram, escitalopram), antinfiammatori non steroidei (es. ibuprofene, naprossene), diuretici e contraccettivi orali.

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Le preparazioni fitoterapiche a base di Agnocasto possono rivelarsi molto utili per trattare i disturbi correlati alla sindrome premestruale. L’Agnocasto (Vitex agnus castus L.) è una pianta perenne a comportamento arbustivo ed appartenente alla famiglia delle Verbenacee. È originario dell’Asia centrale e del bacino del Mediterraneo; predilige i terreni umidi e freschi, specialmente lungo i corsi d’acqua, dove cresce spontaneo fino a raggiungere i 3-5 metri di altezza.

La droga è costituita dai frutti maturi, i quali contengono molte sostanze funzionali: olio essenziale, flavonoidi (es. casticina, vitexina, ecc.), triterpeni, acidi grassi e glicosidi iridoidi (es. aucubina).

 

 

L’estratto di Agnocasto, assunto per almeno tre cicli mestruali, riduce notevolmente i sintomi più caratteristici della PMS: irritabilità, cefalea, alterazioni dell’umore (es. depressione), gonfiore e dolore mammario.

Il fitocomplesso sembra essere dotato di azione antiestrogenica poiché promuove la sintesi di LH, FSH e progesterone. Inoltre l’Agnocasto interagisce con i recettori degli oppioidi, stimola i recettori dopaminergici D2 (situati nell’ipotalamo e nell’ipofisi anteriore) e riduce la secrezione di prolattina.

Dal punto di vista tossicologico, l’Agnocasto è una pianta sicura ma non deve mai essere assunta in combinazione alle terapie ormonali, ai farmaci antipsicotici oppure agli agonisti dopaminergici (es. trattamento Parkinson). I prodotti contenenti Agnocasto non vanno assunti durante la gravidanza e l’allattamento.

La Commissione E tedesca consiglia l’assunzione di 40-50 gocce di tintura madre, per massimo 3 volte al giorno. In alternativa si può preparare un infuso versando 100 g. di acqua bollente su 10 g. di frutti secchi opportunamente frantumati, lasciando in infusione 3 minuti. Questa tisana si assume due volte al giorno (metà mattina, metà pomeriggio).

Dott. Michele Moggio

Laurea Specialistica in Farmacia

Master in Naturopatia e Terapie Complementari

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